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Amare la Beata Vergine Maria

Questo sito si propone di promuovere e diffondere la devozione alla Beata Vergine Maria, Madre di Dio.

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E' molto edificante questo fatto raccontato da don Bosco. Una volta gli apparve l'anima di san Domenico Savio, il quale gli raccontò della gioia che gode in Cielo ed altre cose. Ad un certo punto don Bosco gli chiese qual'era stata la cosa che lo aveva consolato di più nel momento estremo della morte. - s. Domenico disse: “Quale ti pare possa essere?” - don Bosco rispose: “Forse l'avere conservata la bella virtù della purezza?” - "Eh no! Non è questo solo” - “Forse ti rallegrò avere la coscienza tranquilla?” - “E' già una buona cosa; ma non è ancora la migliore” - “Sarà stato dunque tuo conforto la speranza del Paradiso? ...Sarà l'aver fatto opere buone?” - “No, no!... Ciò che più mi confortò in punto di morte fu l'assistenza della potente ed amabile Madre del Salvatore, Maria Santissima. E questo dillo ai tuoi giovani! Che non dimentichino di pregarla finché sono in vita!”

Riporto una bella lettera che mi ha scritto una ragazza sul tema della verginità.

Caro D.,
              ti ringrazio per aver risposto alla mia lettera, mi ha fatto molto bene leggere le tue parole e farò tesoro dei preziosi consigli che mi hai dato.
Leggerò sicuramente e al più presto le letture che mi hai consigliato. Amo leggere tutto ciò che riguarda Gesù, Maria e i Santi, infatti ho anche trovato il tempo per leggermi il Vangelo che sta diventando una cosa di cui non posso fare a meno. Ogni volta che ho qualche perplessità, dubbio, problema o semplicemente ho bisogno di sentire la parola di Dio, lo apro ed è come se mi infondesse coraggio e speranza.

Come mi hai detto, e come già avevo intenzione di fare, continuerò a recitare il Rosario e ad amare la Madonna. Sai, fin quando ero piccola io vedevo (come penso tutti i bambini) mia mamma pura e perfetta come Maria ma in seguito, crescendo, mi sono resa conto che quella era una mia convinzione. Allora ho cominciato a chiedere a Dio perché non mi avesse dato una mamma pura come pensavo di avere e alla fine cosa è successo? Mi sono accorta che in realtà Dio me l’aveva data eccome una mamma, anzi La Mamma, purissima, buonissima e perfetta e che questa Mamma era la sua stessa Mamma!
Io so che se sentiamo Maria come Madre e Dio come Padre allora non dobbiamo temere niente e infatti io mi sto impegnando ogni giorno di più a considerarLi tali.

Sei il primo ad approvare questo mio stile di vita. La maggioranza delle persone (tra cui i miei parenti più stretti) mi dicono che dovrei uscire, adattarmi agli altri e ai loro discorsi, cercare di parlare di più con i miei compagni. Io invece mi sento davvero bene e in pace solo quando non faccio tutto ciò perché so che queste cose mi allontanerebbero da Dio e questa è l’ultima cosa che voglio. Loro pensano che mi sento sola, ma non è così: come potrei sentirmi sola se ho sempre la compagnia della Madonna e di Gesù? Credo che quelle persone piene di amicizie frivole e che si adeguano a questa società siano veramente sole, e felici solo in apparenza.

Fin da quando ero alle medie ho sempre provato una sorta di serenità al pensiero di rimanere vergine e tuttora sono spinta a mantenere questa purezza. Al contrario delle mie compagne di classe che aspettano solo l’occasione di perdere la loro verginità (quelle che ancora non l’hanno persa) io ho il fermo desiderio di rimanere vergine il più a lungo possibile e anche per sempre se Dio lo vorrà. Amo la purezza al punto che pochi giorni fa sono scoppiata a piangere quando ho sentito una persona dire di essere felice di essere schiavo della lussuria, quasi screditando la Chiesa che definisce la lussuria uno dei peccati più gravi, perché so bene che i lussuriosi (se non si pentono e si correggono) si dannano finendo col decretare da sé la loro fine. E purtroppo conosco molta gente schiava della lussuria e non sai come vorrei che abbandonassero questo vizio.

[…] Grazie per il tuo augurio, se Gesù vorrà io sarò ben felice di divenire sua sposa. Tutto ciò che voglio è fare la volontà di Dio.,

Ti saluto cordialmente in Gesù e Maria,
(lettera firmata)


Cara sorella in Cristo,
                                   sono contento che sei “allergica” alle discoteche e a tutti i ritrovi mondani. Spero con tutto il cuore che tu possa perseverare su questa strada! La mentalità del mondo è opposta a quella del Vangelo, e noi dobbiamo impegnarci solo a piacere a Gesù buono, mentre le critiche che riceviamo dai mondani non meritano nemmeno di essere prese in considerazione. A che vale ricevere la stima e l'approvazione dai segiaci del mondo, se poi si perde l'anima? Solo Dio può rendere felici i nostri cuori.

Io non so qual'è lo stato di vita che il Signore desidera che tu elegga, ma spero sinceramente che voglia prenderti tutta per Sé facendoti abbracciare la vita religiosa. Nel mondo ci sono tante tentazioni, distrazioni e dissipazioni che che tentano di soffocare la vita spirituale nelle anime. Invece in un convento fervoroso e osservante è più facile dedicarsi alla vita devota e ad amare Dio con tutto il cuore.

Approfitto dell'occasione per porgerti i miei più cordiali saluti in Cordibus Jesu et Mariae,

D.


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Tempo fa una liceale mi ha scritto dicendomi di sentirsi tiepida e chiedendomi qualche consiglio al riguardo. Riporto la mia risposta nella speranza possa essere di qualche utilità anche ad altre persone.


Carissima in Cristo,
                                 la tiepidezza è causata principalmente dai peccati veniali fatti con piena avvertenza, i quali non uccidono l'anima, ma la fanno diventare “rammollita”, arrestando così il percorso di ascesi spirituale. Nella vita spirituale il non progredire equivale a retrocedere.

Il cristiano deve sentirsi come un soldato in servizio permanente effettivo nella lotta contro i nemici dell'anima. Militia est vita hominis super terram (Iob 7,1). Ma se un soldato non si allena alla lotta, quando giunge il momento della battaglia, viene sconfitto dai nemici. Il combattimento spirituale si vince rimanendo sempre allenati. In che modo? Innanzitutto evitando tutti i peccati veniali pienamente avvertiti, come le piccole bugie, le impazienze, i modi “ruvidi” col prossimo (soprattutto i familiari), le piccole mormorazioni, la golosità nel mangiare, l'eccessiva curiosità, ecc.
Oltre alla preghiera quotidiana, è importantissimo fare delle mortificazioni, le quali aiutano l'anima a rimanere allenata nel dominio della propria volontà. Ad esempio è bene rinunciare ogni tanto a mangiare una caramella, ad usare l'ascensore e l'automobile, ad ascoltare una canzone, a leggere subito una lettera che si è appena ricevuta, a guardare un film lecito, a discolparsi quando si riceve un rimprovero e a fare altri “fioretti” del genere. Possono sembrare piccole cose, ma sono molto utili all'anima devota che cerca la perfezione cristiana.

Per approfondire l'argomento puoi leggere il magistrale "Compendio di Teologia Ascetica e Mistica" del dotto Padre Adolfo Tanquerey.

In Corde Matris

D.


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Una signora mi scrive spesso per parlare ti temi religiosi. In una delle sue lettere mi ha chiesto un consiglio su come preparare una Confessione prima di un intervento.

Caro D. come stai? Sai, io non sto molto bene, non so se ti ho detto che ho tanti problemi fisici che sembra non abbiano mai fine.

Innanzi tutto ti ringrazio per le tue ultime risposte, e purtroppo devo disturbarti ancora. Ti spiego; prossimamente dovrò affrontare un intervento [...]. Comunque vorrei fare una bella Confessione prima dell’intervento e sentirmi pulita, non che le confessioni mensili siano brutte, ma una Confessione che se mi succede qualcosa, Dio mi abbia perdonato per tutti i mie peccati.

Sono molto crucciata per questo, ti prego ancora una volta di darmi un consiglio.

Ti ringrazio

(lettera firmata)

Carissima in Cristo,
                               sai benissimo che non mi disturbi affatto. Il precetto sulla carità fraterna mi obbliga ad aiutarti.

Non sapevo che avessi problemi fisici. Comunque è cosa molto saggia prepararsi all'operazione con una buona Confessione. Il consiglio che ti do è che una “Confessione generale” può essere utile alla tua anima, purché ciò non sia fonte di scrupoli o ansietà di coscienza. Cerco di spiegarmi meglio. Io non voglio che tu per fare una Confessione generale debba torturarti nel ricordare se in questa o in quella determinata azione avevi piena avvertenza o pieno consenso della volontà. Insomma, se non ti ricordi se una certa cosa è stata peccato veniale o mortale, non sei tenuta a confessarla, e se per caso fosse stata davvero colpa mortale, verrebbe cancellata lo stesso con l'assoluzione sacramentale. Dio è infinita bontà, e se noi siamo in buona fede, Egli ci perdona lo stesso.

Dunque, fai pure una Confessione generale, purché non ti costi ansietà. In questo caso è meglio fare una semplice Confessione sulle colpe commesse ultimamente, cioè dopo l'ultima Confessione ben fatta. L'importante è che il tutto avvenga nella massima serenità e tranquillità. È necessario avere il dolore delle proprie colpe, perché peccando abbiamo offeso Dio, ma questo dolore (detto anche compunzione) deve essere accompagnato dalla consapevolezza che Dio ci ama ass
Una signora mi scrive spesso per parlare ti temi religiosi. Nella sua ultima lettera mi ha chiesto un consiglio su come preparare una Confessione prima di un intervento.

Caro D. come stai? Sai, io non sto molto bene, non so se ti ho detto che ho tanti problemi fisici che sembra non abbiano mai fine.

Innanzi tutto ti ringrazio per le tue ultime risposte, e purtroppo devo disturbarti ancora. Ti spiego; prossimamente dovrò affrontare un intervento [...]. Comunque vorrei fare una bella Confessione prima dell’intervento e sentirmi pulita, non che le confessioni mensili siano brutte, ma una Confessione che se mi succede qualcosa, Dio mi abbia perdonato peai e ci perdona volentieri se siamo pentiti.

Coraggio, questa terra è solo una valle di lacrime, la tua vera Patria è il Cielo, lì finalmente cesseranno tutti i dolori e le sofferenze.

Approfitto dell'occasione per salutarti cordialmente in Corde Matris

D.


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Una persona mi ha scritto per pormi il seguente quesito:

[…] ho un mio dubbio che vorrei chiederti ...mi succede a volte di confessarmi e di uscire dal confessionale...con la sensazione di non essermi confessata bene, (mi si bloccano le parole e non riesco a dire quello che voglio al padre confessore, che fare?) così poi non mi sento degna di fare la Comunione [...]


Carissima in Cristo,
ti ringrazio per avermi scritto.

Spero che tu possa trovare presto un buon confessore che possa aiutarti nella vita spirituale. Purtroppo oggi non è raro trovare dei preti che insegnano errori dottrinali su questioni morali. Per questo motivo è necessario affidarsi a dei sacerdoti fedeli al Magistero della Chiesa.

Adesso rispondo al quesito circa le tue confessioni. Innanzitutto quella sensazione di non sentirti ben confessata, o di non sentirti degna di comunicarti col Corpo di Cristo, è un segno di delicatezza di coscienza, e ciò è molto positivo. Magari avessero tutti una coscienza delicata!

Dunque, che cosa può essere quella tua sensazione? Se è senza fondamento può essere ciò che in Teologia Morale si definisce “scrupolo”, nel qual caso le tue confessioni sono buone e valide, e non devi tenere più in conto questi pensieri che ti tolgono la devozione. Non preoccuparti, adesso ti spiego come fare a scoprirlo.

Se le parole che ti si sono “bloccate” riguardavano peccati con materia “leggera” (ad esempio piccole bugie), oppure peccati gravi compiuti senza piena avvertenza (cioè in quel momento, ad esempio in un momento di distrazione, non avvertivi al 100% che stavi commettendo un peccato grave), oppure compiuti senza pieno consenso della volontà, in questo caso non c'è nessun problema, perché confessare queste cose è facoltativo. Anche i peccati mortali dubbi, cioè quando non sei in grado di giurare di aver avuto piena avvertenza o pieno consenso, non sei tenuta a dirli al confessore.

Se invece le parole “bloccate” riguardavano peccati gravi, commessi con piena avvertenza e deliberato consenso, in questo caso bisogna fare una distinzione. Se erano parole “non necessarie” allora non c'è problema. Ad esempio se uno ha rubato della frutta, non è necessario specificare se erano mele o pere. Se invece ha rubato un oggetto antico, potrebbe essere necessario specificare ulteriormente il tipo di oggetto rubato nel caso in cui si tratti di un oggetto sacro, poiché in quel caso oltre al peccato di furto si commette anche peccato di sacrilegio. Era solo un esempio per farti capire cosa intendevo per parole “non necessarie”.

Se una persona non è riuscita a dire cose “necessarie”, la prossima volta che si confesserà, basterà che dica che nelle precedenti confessioni ha avuto un blocco e non è riuscita a confessare bene certe cose, e sono certo che un buon confessore capirà tutto e l'aiuterà ad accusarsi di quelle cose in maniera naturale, con semplicità e tranquillità. Quando uscirà dal confessionale, quel penitente si sentirà sollevato e pieno di gioia interiore.

Un errore che spesso si commette è quello di vedere la Confessione con paura, in realtà è un sacramento gioioso perché l'unica sentenza che può essere emessa è l'assoluzione. Come è buono Gesù, basta che noi confessiamo con pentimento un peccato a un suo sacerdote, ed Egli ce lo perdona generosamente. Prima di entrare nel confessionale è cosa ottima pregare la Madonna, ella è nostra Madre e Mediatrice di tutte le grazie, e come tutte le madri è felicissima di aiutare i figli, anche se sono ingrati.

Hai fatto bene a pormi questo quesito, perché è meglio chiarire certe cose prima di confessarsi, così quando entrerai in confessionale, saprai già cosa dire e cosa non è necessario dire. Se hai altre domande da farmi, ti risponderò molto volentieri.

Nel Cuore Immacolato di Maria,

D.


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GRAZIE DI MARIA AUSILIATRICE (dal Bollettino Salesiano del 1895)

Viva Maria SS. Ausiliatrice. - Eravamo allo spirar dallo scorso mese di luglio, quando, per causa dei soliti imbroglioni, vidi un mio caro parente, fior di galantuomo, calunniato e messo il suo nome sui giornali a far compagnia ai nomi dei tanti scrocconi del giorno, degradando così il suo inalterato onore, e quel che è più doloroso, lui stesso mandato a sedere sul banco degli accusati. La trama era così ben tesa, che pareva impossibile il poterne uscire senza macchia. È più facile immaginare che descrìvere l'angoscia di tutti noi, e specialmente del povero imputato. Naturalmente non si è trascurato alcun mezzo, affinchè la verità venisse a galla; ma più si lavorava e più io vedeva scuro. Cosa fare in tanta disgrazia?... Pensai di rivolgermi a Maria SS. Ausiliatrice, e non contento di rivolgere le sole mie indegne preci a Maria, ricorsi per aiuto ad altri miei parenti, i quali con piacere mi prestarono man forte. Dietro proposta d'una Suora, parente strettissima coll'imputato, decisi di far pubblicare sul Bollettino la grazia, se la Madonna mi esaudiva. Venne il giorno del dibattimento; giorno di preghiera, di angustia, di ansia e di sofferenze, ma altresì giorno di allegrezza per tutti noi e di trionfo per la Madonna. Sì, di trionfo per Maria; perche Essa fece trionfare la verità sulla menzogna e convertì gli stessi testimoni a carico in testimoni a difesa. Così la luce fu fatta, la verità è venuta sopra, ed il mio caro parente ebbe un'assolutoria così completa da far meravigliare tutti quanti conoscevano l'intricata questione. - Oh! siano rese infinite grazie alla nostra potente Avvocata ! Voi, o Maria, avete esaudite le nostre deboli preghiere; lasciate dunque che, umiliando al Direttore del Bollettino una piccola offerta, ancora una volta gridi : Viva Maria SS. Ausiliatrice?

Torino, 14 Novembre 1991.

PIETRO BAGNASCO.

Una famiglia consolata. - Non so come adoprare la povera e meschina mia penna per rendere condegni ringraziamenti alla potente Regina del cielo e della terra. Una mia sorella da dieci anni soffriva una malattia in tutta la persona: abbiamo consultati i più esperti professori dell'arte medica, ma, le nostre speranze erano sempre deluse, e la povera mia sorella soffriva indicibili dolori. Stanchi di confidare negli aiuti umani, lo scorso anno ci raccomandammo di tutto cuore all'Ausiliatrice dei Cristiani, Colei che tutto può ottenere dal suo Divin Figliuolo e Redentore nostro. A Lei indiriz zammo preghiere speciali, a suo onore ci accostammo più volte ai SS. Sacramenti; e Maria SS. pietosa si piegò alle nostre suppliche e guarì la mia cara sorella, la quale ora, riconoscentissima, vorrebbe pubblicare a quanti sofferenti sono sulla terra la grazia ricevuta per animarli a ricorrere anch'essi a sì buona Madre, fiduciosi di esserne esauditi.

Campossi, 15 Novembre 1894.

GIACINTO BARBAGELATA.

NB. La suddetta graziata, Teresa Barbagelata, in segno di riconoscenza spedì al Santuario di Maria Ausiliatrice una tovaglia da altare, accompagnandola con uno scritto tutto pieno di sentimenti di gratitudine.

Grazie a Maria! - Io sottoscritto, verso la metà del mese di settembre scorso fui colpito da tetano traumatico gravissimo; mi furono amministrati i SS. Sacramenti, compreso l'Olio Santo, si aspettava da tutti imminente la mia morte. Ma chi confida in Maria, tutto ottiene. Mi fu messa al collo la medaglia della Vergine Ausiliatrice de' Cristiani, mi raccomandarono alla sua potente intercessione, e di lì a poco il male incominciò a rallentare, e nonostante che fosse da parte degli egregi Dottori Sig. Alessandro Lucca, medico-condotto in Volpiano, e Sig. Vallino, medico a Leiny, perduta ogni speranza, la Vergine non mi abbandonò, ed io al 25 del mese di Novembre potei in persona recarmi a Torino a ringraziare l'Ausiliatrice de' Cristiani tanto buona con noi.

PIETRO GOFFI di Volpiano.

- Dichiara il sottoscritto che Goffi Pietro d'anni 23 di Volpiano fu verso la metà del mese di settembre, corrente anno, colpito da tetano traumatico gravissimo, del quale guarì completamente in circa settanta giorni, non ostante che fosse da parte della scienza perduta ogni speranza.

La presente a richiesta del Goffi. Volpiano, 24 Novembre 1894.

DOTT. ALESSANDRO LUCCA.

Quanto è potente Maria! - Dopo lunghe sofferenze all'occhio sinistro, del quale dicevasi dai medici che avrebbe persa la vista, la mia cara mamma ricorse a Maria Ausiliatrice con una novena di preghiere. E proprio all'ultimo giorno di essa, quando era decisa di recarsi all'Ospedale per avere qualche sollievo, ad un tratto le cessarono i dolori, e nei pochi giorni successivi si rimise così bene, come se fosse mai stata ammalata. Ne sia ringraziata la potentissima Ausiliatrice de' Cristiani.

Udine, 28 Novembre 1894.

ANGELO BONAITI.

Riconoscenza a Maria. - Dalla possente intercessione di Maria Ausiliatrice domandai un segnalato favore, promettendo di pubblicarlo nel Bollettino Salesiano di Gennaio 1895, se per quell'epoca l'avessi ottenuto. Contro ogni umana speranza la Santissima Vergine mi ha esaudito, ed io, compreso dalla più viva gratitudine, adempio la fatta promessa.

Torino, 8 Dicembre 1894.

Sac. C. REDAHAN.